Gestione dei rifiuti e responsabilità ambientale
Impatti operativi e sanzionatori del DL 116/2025
Le modifiche al piano sanzionatorio: provvedimenti più severi sui rifiuti
Le novità introdotte dal DL 116/2025
Il nuovo quadro normativo in materia di gestione dei rifiuti, tracciabilità e responsabilità ambientale d’impresa introduce cambiamenti rilevanti per le aziende, con impatti diretti sia sul piano operativo sia su quello penale.
Il D.L. 116/2025, convertito in legge, ha infatti inciso in modo significativo sul sistema sanzionatorio ambientale, prevedendo un inasprimento delle pene, un ampliamento delle responsabilità dei soggetti coinvolti e un rafforzamento degli strumenti di controllo e prevenzione.
Perché questa riforma è importante?
La riforma nasce dall’esigenza di contrastare in modo più efficace le attività illecite legate alla gestione dei rifiuti, in particolare:
- abbandono
- gestione abusiva
- combustione illecita
- traffici non autorizzati
Il provvedimento si inserisce anche nel solco della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 30 gennaio 2025, che ha richiamato l’Italia ad adottare misure più incisive contro i fenomeni di grave inquinamento ambientale.
Non si tratta soltanto di un aumento delle sanzioni: cambia l’impostazione complessiva del sistema. Molti illeciti, precedentemente trattati come contravvenzioni, assumono oggi una qualificazione più grave, con effetti immediati sulla gestione aziendale e sulla responsabilità penale.
Quali sono le principali novità introdotte?
Tra gli elementi di maggiore rilievo si evidenziano:
- Introduzione di nuovi reati ambientali.
- Aumento significativo delle sanzioni penali.
- Trasformazione di diversi illeciti da contravvenzioni a delitti.
- Estensione della confisca obbligatoria dei mezzi.
- Introduzione di sanzioni accessorie, tra cui la sospensione della patente e la sospensione dagli albi di settore.
- Aggravamento delle responsabilità ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
Un aspetto particolarmente delicato riguarda proprio il passaggio da contravvenzioni a delitti.
Vengono meno strumenti come l’oblazione e altre procedure deflattive che in passato consentivano l’estinzione del reato.
Questo rende la gestione preventiva del rischio ambientale un elemento centrale per le organizzazioni.
Abbandono dei rifiuti: un quadro più severo
La riforma interviene in modo incisivo sull’abbandono dei rifiuti, distinguendo fra rifiuti non pericolosi, casi particolari e rifiuti pericolosi.
Per i rifiuti non pericolosi sono previste sanzioni più elevate e, in determinati casi, anche la sospensione della patente se la violazione avviene mediante veicoli a motore.
Per titolari di imprese e responsabili di enti il quadro sanzionatorio risulta ulteriormente aggravato.
È stato inoltre introdotto un nuovo delitto per l’abbandono di rifiuti non pericolosi nei casi in cui: la condotta comporti un pericolo per le persone o per l’ambiente o avvenga in siti contaminati.
Per i rifiuti pericolosi, le sanzioni risultano ancora più severe, con pene detentive più elevate e aggravanti nei casi di pericolo o contaminazione.
Ne consegue che comportamenti in passato considerati di minore gravità o gestibili in ambito amministrativo possono oggi determinare conseguenze penali rilevanti.
Trasporto dei rifiuti pericolosi
Particolare attenzione deve essere posta al trasporto di rifiuti pericolosi.
Il trasporto senza FIR (Formulario di Identificazione dei Rifiuti) è qualificato come delitto, con la possibile confisca del mezzo utilizzato.
Sono inoltre previste conseguenze accessorie per gli autotrasportatori non iscritti all’Albo Gestori Ambientali che, pur essendovi obbligati, operano in violazione delle disposizioni.
RENTRI: nuovo piano sanzionatorio
Le principali violazioni riguardano:
- mancata o irregolare iscrizione
- trasmissione tardiva o incompleta dei dati
- errori che compromettono la tracciabilità
- compilazione errata o incompleta del registro di carico/scarico
- mancanza o irregolarità dei formulari
Le sanzioni economiche possono essere rilevanti e differiscono in funzione della tipologia di rifiuto (pericoloso o non pericoloso).

Il nostro supporto tecnico
La riforma non lascia spazio a gestioni approssimative: il presidio ambientale diventa oggi una componente strategica fondamentale della governance aziendale.
Per un approfondimento dedicato o per valutare l’impatto di queste novità sulla tua organizzazione contatta il nostro Ufficio Commerciale:
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